Box sapori vesuviani 18 pz di sott’oli in olio extra vergine di oliva (Fava vesuviana/Peperone cornetto /Melenzana Violacea napoletana/Kaki vainiglia napoletano/zucca lunga napoletana/zucchino San Pasquale)

da Io Coltivo Italia Eccellenze Italiane

149,00

FAVE DEL VESUVIO

Sono prodotte sulle pendici del Vesuvio: è, dunque, un terreno vulcanico ricco di minerali posto in collina a due passi dal mare dove imperante soffia la brezza marina. Queste caratteristiche geografiche hanno favorito la qualità delle fave qui coltivate, rendendole particolarmente apprezzate per la notevole tenerezza e il sapore molto caratteristico.
Possono raggiungere i 30-40 cm. di lunghezza e contenere fino a 10-12 baccelli.
Questa coltura è celebre e molto apprezzata anche perché costituisce un bell’esempio di biodiversità, in quanto la fava è tra le leguminose quella che più  rilascia naturalmente azoto nel terreno, rendendolo più fertile ed è per questo motivo che gli agricoltori vesuviani la coltivano nei vigneti, nei frutteti ma soprattutto prima della coltivazione del Pomodorino del Piennolo D.O.P. e degli altri ortaggi estivi.
In realtà le fave sono un cibo molto caratteristico in tutta l’area del napoletano; consumate fresche sono tra i cibi rituali del periodo della Quaresima.

PEPERONE CORNETTO

Il Peperone Cornetto, detto anche “Corno di Toro” perla sua forma di corno allungato, è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Solanacee, la misura varia dai 18 ai 20 cm., di colore rosso o giallo a maturazione, polpa carnosa dal sapore dolce. Il peperone è originario dell’America Meridionale che caratterizzata da temperature sempre miti è una pianta coltivata come perenne. In Italia invece, viste le temperature più rigide in inverno, è una pianta annuale.

Pochi sanno che contiene una percentuale di vitamina C quattro volte superiore che negli agrumi. Inoltre, è ricco di fosforo, magnesio, potassio, ferro, calcio e vitamina A.

 

MELANZANA NAPOLETANA

Melanzana Napoletana viene raccolta da fine settembre a tutto novembre e rappresenta un’eccellente melanzana da serbo, grazie ai pochi semi, alla consistenza della polpa e alla scarsa decolorazione del prodotto conservato.
Si tratta di un tipico ortaggio profondamente radicato nelle tradizioni contadine dell’autoconsumo e che occupava un posto di rilievo nella dispensa delle famiglie del Napoletano. Tradizionalmente la maggior parte delle bacche venivano sbucciate, affettate, passate in salamoia, sbollentate in acqua e aceto di vino bianco, strizzate e conservate sott’olio (con aglio, origano e peperoncino piccante) per l’intero anno. Attualmente le Melanzane Napoletane continuano ad essere utilizzate per la preparazione domestica dei sott’oli o sottaceti, magari gustate assieme a provolone piccante, a costatela di maiale arrosto o in versione “merenda del cafone” (cozzo di pane con melanzane sott’olio).

KAKI VAINIGLIA NAPOLETANO

Il kaki, detto anche loto o diospiro (letteralmente “cibo degli dei” per la sua squisita bontà), coltivato da oltre un millennio in Asia, era già noto ai Romani, come ci tramanda Plinio nella sua Naturalis Historia. Ma è solo all’inizio del secolo scorso che la coltivazione del kaki si diffonde in Campania, trovando nelle caratteristiche pedo-climatiche di questa regione, le migliori condizioni per raggiungere il primato produttivo nazionale.
Il bacino di produzione è tuttora molto ampio e comprende l’area flegrea, quella acerrana-vesuviana, la zona maddalonese ed il Nocerino-Paganese.
Il prodotto è di particolare pregio per la pezzatura grossa e l’ottimo sapore, dovuto per lo più all’elevato grado zuccherino che il terreno e il clima napoletano riescono a trasmettergli.
Tra le sue peculiarità vi è quella di produrre frutti sia astringenti che non astringenti (i famosi Kaki Vainiglia), a seconda se sia stata o meno assicurata la fecondazione durante la fioritura, attraverso la presenza di un adeguato numero di piante impollinatrici.
I frutti fecondati, eduli già al momento della raccolta ma con un certo numero di semi, sono tipici di questa varietà e sono utilizzati per il mercato locale nel periodo autunnale.
I loti , invece, non fecondati e quindi senza semi devono essere sottoposti ad ammezzimento, naturale o forzato, prima di poter essere consumati, ma proprio questo trattamento che ne esalta la dolcezza e il sapore li rende facilmente deperibili.
Oltre ad essere consumato come frutto fresco (eccellente è la sua utilizzazione come dessert da mangiare con il cucchiaio) il Kaki Vainiglia Napoletano può essere impiegato nella preparazione di confetture, oppure di un insolito ma gustosissimo sott’olio dal sapore agrodolce.

ZUCCA LUNGA NAPOLETANA

Una delle produzioni tipiche dell’area della provincia di Napoli è quella della Zucca Lunga o Cocozza Zuccarina, ortaggio tipico di tante ricette della tradizione contadina locale.
Dalla caratteristica forma allungata e stretta (può superare anche i 30 kg. di peso e il metro di lunghezza), con buccia tinta arancio con striature verdi e polpa dal sapore dolciastro ed aromatico, la “Cocozza ” è una miniera di sali minerali, zuccheri, vitamina C, betacarotene, fibra alimentare, potassio. E’ ideale nelle diete dimagranti perché dà senso di sazietà benché contenga poche calorie e si presta ad innumerevoli ricette, come le più tipiche della zona che prevedono l’utilizzo della “Cocozza” arrostita con aglio e peperoncino, nella preparazione di zuppe, minestroni o pasta oppure nelle conserve e sott’olio. La coltivazione oggi viene effettuata secondo criteri moderni ed attenti alla qualità, la raccolta avviene da luglio a settembre. Dai semi si ricavano i “seminchi”, gustoso passatempo di fine pasto domenicale, ricchi di vitamina A.

ZUCCHINO SAN PASQUALE

Lo Zucchino San Pasquale è coltivato nella Provincia di Napoli e di Salerno. Presenta frutti di forma cilindrica oblungadi colore verde con presenza di evidenti striature di colore verde chiaro, le dimensioni del frutto alla raccolta variano tra i 20 – 30 cm.
Appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, genere Cucurbita, è una pianta erbacea annuale con fusto tendenzialmente eretto e mono caule e con la presenza di fiori maschili e femminili separati. Lo zucchino San Pasquale è apprezzato per le sue proprietà organolettiche nonché per la consistenza, può essere impiegato in svariate preparazioni culinarie tra cui si ricorda la pasta e zucchine alla Nerano, anche i fiori (“sciurilli”) di colore giallo arancio sono usati per preparazioni gastronomiche varie tra cui le “frittelle di sciurilli”.

L’epoca di coltivazione va da maggio fino a fine ottobre, in questo periodo è possibile eseguire più cicli di coltivazione e la raccolta viene svolta rigorosamente a mano.

Sembra che il nome San Pasquale sia legato all’epoca di trapianto tradizionale che avveniva a metà maggio, in particolare il 17 maggio giorno in cui si celebra San Pasquale Baylon, (religioso spagnolo del ‘500) che è anche considerato protettore dei cuochi e pasticcieri.

Box sapori vesuviani 18 pz di sott’oli in olio extra vergine di oliva (Fava vesuviana/Peperone cornetto /Melenzana Violacea napoletana/Kaki vainiglia napoletano/zucca lunga napoletana/zucchino San Pasquale)

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